Stamattina un’amica mi ha detto una cosa che sento spesso: "Per te non dev’essere semplice: c’è così tanta concorrenza nel tuo settore." Un’affermazione vera a metà che parte da un equivoco che ritengo importante sciogliere, perché è lo stesso che porta a scegliere il fornitore sbagliato.
"Marketing" oggi è un calderone enorme in cui si trova chi gestisce i social, chi scrive comunicati stampa, chi fa grafica, chi compra spazi pubblicitari, chi progetta un sito, chi costruisce una strategia. Sono mestieri diversi, competenze diverse e, soprattutto, rispondono a domande diverse. Confonderli non è colpa di chi lo fa: è la conseguenza naturale di un settore che per anni ha usato la stessa parola per attività molto diverse tra loro.
Il problema è che quando un’azienda deve scegliere, questa confusione diventa un rischio concreto. Chi cerca "un consulente di marketing" in realtà ha spesso già deciso, senza saperlo, che cosa vuole ottenere: più post social, un sito nuovo, una campagna... e quindi cerca qualcuno che lo realizzi e, giustamente, confronta preventivi tra agenzie, freelance e social media manager, perché per quel bisogno sono tutte risposte legittime. E, inutile dirlo, lì la concorrenza è davvero altissima.
Ci sono però domande che devono arrivare prima e che pochi si pongono: cosa voglio raccontare e a chi, perché ora, perché in questa forma. Queste sono domande di direzione: vengono prima di decidere cosa fare e chi lo farà, ed è qui che il campo si restringe. Perché è richiesto un tipo di lavoro diverso: non solo la conoscenza di strumenti e mercato, ma analisi, ascolto del cliente, capacità di dire no a un’idea che non serve, anche se piace.
È proprio qui che entro in gioco io: non produco semplicemente un output — un post, una grafica, un comunicato — ma disegno la cornice dentro cui quell’output ha senso. Definisco la direzione seguendo un percorso strutturato — il Metodo MMMC — e poi mi assicuro che chi si occupa della realizzazione — agenzia, freelance o altri — lavori dentro quella cornice. Non sono in competizione con un social media manager o un ufficio stampa: nella maggior parte dei progetti, io li coordino e supporto.
Questo non rende un tipo di lavoro migliore dell’altro. Un’azienda che ha già chiara la propria direzione ha bisogno soprattutto di trasformarla in azioni concrete, e lì la scelta giusta può benissimo essere un’agenzia specializzata o un freelance bravo su un canale specifico. Se però quella direzione manca, anche affidandosi al professionista migliore, il rischio è di ottenere contenuti tecnicamente corretti che non parlano con una voce coerente.
La domanda, quindi, non è "consulente o agenzia?". È: "mi serve qualcuno che mi aiuti a definire la direzione, qualcuno che trasformi quella direzione in azioni, o entrambe le cose?"
È proprio questo il lavoro che descrivo nella sezione Marketing Strategico dei miei servizi. E, su questa e altre domande che mi vengono fatte spesso, ho raccolto qualche risposta in più nella pagina FAQ.